PASTA E CECI

Pasta e ceci è uno dei miei piatti invernali preferiti nelle sere di inverno quando fuori fa freddo e tira vento, ma ha delle controindicazioni nel fatto che rende la digestione un po’ più difficoltosa con il rischio di sogni tendenti all’incubo; dipende dalla quantità ingerita. Le controindicazioni  sono accentuate dal clima primaverile di questi giorni che di per sé sconsigliano  pasta e ceci, polenta e spuntature, cinghiale in umido e roba varia, altamente calorica, insomma. Fatto sta che più che il dolor poté il digiuno. Ottima la pasta e ceci di quella sera. Avevo tra l’altro appena portato a compimento con l’aiuto di ragazzi esperti il trasloco del blog da uno splinder all’altro portando con me tutte le masserizie a cui ero molto affezionato anche se molte o quasi tutte non di particolare pregio,  ma come si sa, ogni scarrafone…

Insomma, per farla breve, sazio di ceci, dopo un po’ me ne vado a letto; il sonno non tarda ad arrivare, all’apparenza tranquillo. Quando ecco che intravedo in lontananza tre energumeni che da lontano, molto lontano si cominciano a dirigere verso di me con fare non propriamente rassicurante. Venivano verso di me gesticolando e discutendo animatamente, non so di cosa: uno era sul pelato con occhi a palla sul modello di Homer Simpson; un altro anche sul pelato ma con faccia apparentemente più bonaria che rivendicava ad alta voce che lui con don Camillo non voleva aver niente a che fare a meno che non si trattasse di farlo per l’interesse del paese; il terzo, tendente al brizzolato biascicava di famiglia, anzi di famiglie…

E discutevano, discutevano animatamente, anche spintonandosi e alzando…sommessamente la voce…oh, ragassi…non siam mica qui…no, no, non possono sempre pagare i soliti noti diceva quello con gli occhi a palla, mentre una saetta mi si scarica nel sonno a due metri di distanza con fragore assordante…chissà chi aveva scureggiato, che i sogni hanno sempre un loro perchè…quell’altro urlava che la famiglia, la famiglia…

Ero alquanto allibito, guardavo, ascoltavo, li vedevo mentre si avvicinavano sempre più; e più si avvicinavano, i loro sguardi anzichè riversarsi tra di loro mi venivano sempre più rivolti contro, con maggiore insistenza…maggiore convinzione… fino a che, all’unisono mi si avventano contro, mi afferrano uno per la testa, gli altri due per le braccia…arriva chissà da dove un signore da dietro…una fitta dolorosissima, lancinante…comincio a lamentarmene nel sonno con gemiti sempre crescenti fino a che mia moglie fortunatamente mi scuote e mi sveglia…

Cosa c’è? cosa ti prende? mi domanda con fare ansioso e preoccupata…Oh…mamma mia…c’erano tre che mi tenevano, non mi facevano muovere mentre un tipo, alto,  distinto con fare signorile…Ti voleva…No, non mi voleva…mi ha…oh, cazzo…mi ha…Si, amore…calma, calma…non è successo niente e comunque era un bell’uomo…un tipo alto, distinto, signorile…che non pensava a me…pensava alle generazioni future…un bell’uomo…vuoi mettere…

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